Trialmap.it |Il sito dedicato al biketrial

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Come vi sarete accorti la tendenza di questi ultimi tempi è quella delle bike da 24”.

Sembrano essere un ottimo compromesso tra le agili 20” e le ultraperformati 26”.

Se ne sta accorgendo anche Ben Savage, pilota di spicco inglese, che in questi giorni sta testando il prototipo Rocman Traktor.

Ecco cosa ne pensa:

The bike is a great compromise ; I love how flicky and manoeuvrable it is compared to my 26”. The 24” wheels are still good for rolling etc too. I find 20” a bit too hoppy but the Traktor still lets you roll over rocks etc. really well. I’m going to get a good few hours in on it this week and then put it through its paces at the first round of the British National Trials Cup.

 

Dalle sua parole sembra essere più che soddisfatto, non ci resta che aspettare e vedere quale tipo di futuro avranno, anche nel mondo agonistico..

Secondo appuntamento stagionale per il Campionato Italiano BikeTrial a Piateda (Sondrio) il 18 Aprile 2010. La manifestazione sarà organizzata dal Moto Club Valtellina;

Come sempre Gionata e l'affiatato gruppo del Moto Club Valtellina garantirà a tutti i partecipanti una gara indimenticabile in uno dei luoghi più "trialistici" d'Italia. Da non perdere!

Tassa di Iscrizione € 15,00 con preiscrizione on-line, € 25,00 senza preiscrizione.

Per maggiori info e iscrizioni: www.biketrialitalia.it

EBU ha comunicato a tutti i Delegati Nazionali che il Campionato Europeo BikeTrial programmato per i giorni 22 e 23 maggio 2010 ad Andorra presso il parco "Naturlandia" è stato annullato per causa forza maggiore. Il Campionato Europeo 2010 per tale motivo non verrà disputato.

Giuliano Gualeni, Delegato BIU Italia.

Si specifica che invece la Coppa Europa 2010 non subirà nessuna variazione e si svolgerà come da programma in tre date: Italia, Repubblica Ceca e Germania. La prima gara si svolgerà a Castiglioncello, tutte le informazioni le trovate nell'apposita sezione cliccando sul banner in alto a destra "European Cup"

Intervista realizzata al mitico Ot Pi, fondatore del marchio Monty e indiscusso campione di biketrial.
Video girato nel Monty Store della fabbrica Monty con sede a Barcellona.

Signore e Signori .... inizia la Stagione BikeTrial Italia 2010 !

Sabato 03 Aprile 2010 presso lo Snack'n Trekking di Legnano (MI) si svolgerà la prima gara del Campionato Italiano BikeTrial 2010.

6 zone da ripetersi 3 volte, Categorie ammesse: Poussin, Benjamin, Promotion, Minime, Expert, Junior, Senior, Elite. La partecipazione è aperta a tutti, secondo il regolamento BikeTrial Italia 2010. La Gara 01 del Campionato Italiano BikeTrial 2010 avrà inizio alle ore 10,30 con l'apertura delle Operazioni Preliminari; il primo concorrente partirà alle ore 13,30. Premiazioni previste per le ore 17,30.

Molte altre informazioni verranno fornite nei prossimi giorni.

Tassa di Iscrizione € 15,00 con preiscrizione on-line, € 25,00 senza preiscrizione.
Ricordiamo che COME SEMPRE anche quest'anno tutti i tesserati di altri enti o Federazioni (come FCI o Udace) possono partecipare alle gare con la propria tessera agonistica. Senza tessera agonistica o Licenza si può partecipare ma solo nella categoria Promozionale Verde.

Per iscriversi vai su http://www.biketrialitalia.it

 

www.trialmap.it è molto più di un semplice sito internet dedicato al biketrial.

Trialmap.it vuole essere un punto di riferimento per tutti coloro che praticano questa disciplina.

L’idea del sito nasce dalla voglia di condividere questo sport che fino ad oggi è rimasto alquanto nascosto e poco pubblicizzato con persone che, come me, si sono avvicinati ma non sanno come e con chi praticarlo. L’esigenza e la voglia sono proprio quelle di rendere pubblico e più accessibile il biketrial e focalizzare dei punti d’interesse comune in modo da facilitare incontri e creazione di gruppi trial con il quale allenarsi e scambiare opinioni.

Trialmap.it si prefissa l'obbiettivo di rendere più accessibile il Biketrial, disciplina ciclistica ancora di nicchia in Italia. Grazie alle novità, alle tecniche di guida, alla guida sulla manutenzione e alla mappa con gli hotspot vogliamo rendere questo sport più popolare, ed aiutare chi ci si avvicina ad avere un punto di riferimento dove potersi confrontare con altri riders!

 

La storia:

Trialmap.it nasce il 1° Novembre 2007, allora era solamente una semplice pagina internet che racchiudeva una mappa di google con pochi hot spot, circa una trentina, ma nell'arco di un mese le richieste di inserimento da parte degli utenti si sono triplicate. L'interesse e l'idea del sito aveva raggiunto anche diversi siti esteri diventando così uno strumento utile per tutti coloro che erano interessati al movimento italiano.
Ad un mese di distanza, con l'occasione di questa temporanea popolarità, è stato affiancato il forum per dare maggior voce ai trialisti. Il successo è stato inevitabile, registrando circa 200 utenti nei primi mesi di vita.. Si trattava del primo forum interamente dedicato al biektrial completamente libero, gestito e moderato da appassionati del settore.
Purtroppo però non bastava a nutrire la voglia di sapere degli utenti e così, agli inizi del 2008, l'installaizione di un aggiornatissimo blog fa diventare trialmap il sito dedicato al biketrial n.1 in Italia.

Verso la fine dell'anno 2008 poi, l'esigenza di rendere il sito dinamico e di velocizzare la procedura di aggiornaemnto dei contenuti, comporta la sospensione del servizio per circa una settimana. Il primo ad essere ripristinato è il forum che ormai contava oltre 300 attivissimi iscritti. L'inaugurazione del nuovo sito invece, pubblicato in versione beta (senza mappa), avverrà dopo circa un paio di mesi.

Ora, a fine 2016, dopo anni di inattività se non del forum, riparte con lo stesso obiettivo con cui era nato, rendere il Biketrial alla portata di tutti! Stiamo lavorando per riaggiornare il sito e tenerlo in ordine, stiamo ripubblicando le varie news del settore e stiamo lavorando alla guida sulle tecniche e sulla manutenzione, ripartirà anche la mappa cosi da ridare vita a questo fantastico progetto; continuate quindi a seguirci perchè abbiamo bisogno anche del vostro sostegno!!

Che cos’è il Biketrial:

Il biketrial è una disciplina praticata con particolari biciclette realizzate con materiali leggeri ma allo stesso tempo molto resistenti. Consiste nel compiere un percorso obbligatorio con degli ostacoli senza mai appoggiare a terra i piedi e soprattutto le mani, usando in ogni circostanza specifica la tecnica che garantisce al biker di finire la zona a zero penalità.

 

I percorsi da Biketrial:

I percorsi possono essere di due tipi: “Natural o Indoor”.
I Primi sono caratterizzati da ostacoli naturali, es. rocce, tronchi, radici, ecc.. e generalmente si trovano in siti naturali come letti di fiumi o boschi di montagna.
Quelli indoor invece, sono percorsi artificiali allestiti per lo più occasionalmente per eventi sportivi e sono generalmente realizzati con materiale edile, es. pozzetti in calcestruzzo, assi di legno ecc..

 

Le bici da Biketrial:

Come sopra citato, le biciclette, realizzate con materiali leggeri e resistenti come l’alluminio, sono caratterizzate da una geometria del telaio particolare che ne esclude il sellino dando così maggior possibilità di movimento al corpo.
Nel trial vengono utilizzate versioni con ruote da 20”, 24"e 26”, diverse tra loro anche nella tecnica di guida.
Le ultime nate con ruota intermedia da 24” sono preferite anche per l’utilizzo street.

I freni devono essere molto potenti per garantire il bloccaggio della ruota anche in situazioni estreme. Per questo la maggior parte delle biciclette adottano un impianto frenante idraulico a disco piuttosto che a pattino (es. magura HS 33).
Gli impianti a disco sono più comuni sulle biciclette da 20” dove il minor raggio della ruota garantisce un ottima frenata potente e precisa, per le ruote grandi invece, da 26”, molti preferiscono rimanere sulla versione a pattino magura HS 33 che, oltre a contenerne il peso, risulta essere più preciso del disco in quanto frenando sulla spalla del cerchio si annulla la torsione dei raggi della ruota. Utilizzando quest’ultimo impianto esistono una serie di accorgimenti per aumentare ulteriormente la potenza della frenata, come ad esempio la fresatura del cerchio e l’utilizzo di pads a mescola morbida.

Le ruote sono montate con pneumatici tassellati piuttosto larghi, specie al posteriore dove di norma si usa un 2,5” di larghezza per mantenere una maggiore stabilità quando si è sulla ruota posteriore. La pressione delle gomme varia a seconda dello stile di guida ma generalmente è compresa tra gli 1,2 e gli 1,8 BAR, questo per garantire un maggiore grip e per attutire meglio gli impatti in fasce di discesa da ostacoli alti.
I cerchi sono in parte forati per alleggerire ulteriormente il peso dalla bici e garantire il massimo delle sue prestazioni, nonché per evitare che la camera d'aria scoppi subendo le forti sollecitazioni dei salti. I fori fanno si che essa possa espandersi leggermente e quindi alleggerire lo sforzo da sopportare

Il rocchetto posteriore è singolo, fissato con la ruota, mentre quello centrale è a ruota libera. Il rapporto è molto agile (18x12 nelle 20", 18x14 nelle 24" e 18x15 nelle 26") per garantire accelerazione e potenza a velocità molto basse.

Il manubrio è più largo rispetto quello delle MTB per dare più controllo sulla bici e permetterne una buona manovrabilità.

 

Competizioni:

Le gare derivano dal mondo delle moto trial e consistono nell’affrontare un numero di zone per X volte nel minor tempo possibile e con il minor numero di penalità.

A livello Italiano esistono due campionati: quello FCI e quello UISP/BIU.

Il primo è regolato dalle norme UCI, il tempo massimo per effettuare la zona è di 2 minuti e contano come penalità oltre ai piedi anche l’appoggio della coppa o piastra e dei pedali; si svolge in gara unica per l'assegnazione del titolo di Campione Italiano e in più tappe per la Coppa Italia (CIT).
Le competizioni UISP/BIU invece consentono l’utilizzo di coppa e pedale e il tempo massimo di zona è di 2 minuti.

A livello internazione invece abbiamo UCI e BIU, con i relativi campionati e coppe del mondo ed europei.

Riferimenti e regolamenti:

FCI: www.federciclismo.it/trials

UISP: www.biketrialitalia.it

UCI: www.uci.ch/trials

BIU: www.biketrialinternational.com

Geometrie:

Ogni Bike, 20” o 26” che sia, è caratterizzata da una propria geometria che la rende più o meno adatta ad un certo stile di guida del pilota.

Spesso parlando di geometrie sentiamo pronunciare nomi tipo BB-Rise, Wheelbase, Chainstay length ecc., non sono altro che dei parametri di misurazione standard.

Prendendo la figura in riferimento analizziamoli in dettaglio cercando di capire su cosa intervengono nella guida.

 

A) Chainstay Length: Lunghezza del carro posteriore.

Influisce principalmente sulla reattività  del telaio. Il carro più corto comporta una maggiore reattività del telaio rendendolo più nervoso e rapido nei rilanci, al contrario un carro lungo può rendere la bike più “lenta” ma a vantaggio della spinta a fronte di una maggior forza impressa con il corpo.

Giusto compromesso:

20” = 360mm

26” = 380mm

 

B) Bottom Bracket Drop o BB Rise: Altezza del movimento centrale rispetto all’asse dei mozzi ruota..

Come per la lunghezza del carro posteriore anche questo parametro influisce sulla reattività del telaio, infatti con un movimento molto alto (+80) si ottiene una bike molto reattiva e nervosa, che agevola il palleggio posteriore ma ne penalizza l’equilibrio a causa del baricentro molto alto. Al contrario un movimento basso (+20) ci restituisce una maggior stabilità a discapito della reattività.

Nelle competizioni UCI il movimento più alto può far comodo, aumentando la distanza dei pedali dagli ostacoli.

Giusto compromesso:

20” =  +50 - +60mm

26” = +35 - +50mm

 

C) Wheell Base: Lunghezza dell’asse misurata tra i due mozzi ruota.
Questo fattore incide principalmente sulla tecnica di guida.

Come può saltare subito all’occhio una bike più corta è più maneggevole sia nell’indoor che nel naturale per via della sua “compattezza” ma può penalizzare alcune tecniche di salita frontale e laterale.

Giusto compromesso:

20” =  1000mm

26” = 1085mm

 

D) Head Angle: Angolo di sterzo

Influisce sulla lunghezza del telaio, cioè sulla distanza dell'attacco manubrio rispetto al movimento centrale. La miglior stabilità e reattività si ottiene con un angolo più aperto (forca più verticale)  a fronte di una posizione di guida più impegnativa, l’angolo chiuso (forca più orizzontale) invece
consente di avere una bici più compatta alla guida ma il manubrio girato influisce molto nella guida e nella stabilità.

Impariamo grazie a questa semplice guida come registrare la serie sterzo della nostra biketrial, questo procedimento può tornare utile quando si acquista una bici completa nuova e si deve andare a montare l'attacco manubrio e manubrio:

Registrare la serie sterzo biketrial

Per prima cosa si devono allentare le viti di serraggio dell'attacco manubrio sul cannotto della forcella:

    Registrazione serie stezo biketrial e mtb

     

    Registrare la serie sterzo della Bike trial o mtb

      Una volta allenatate si andrà a a stringere(in caso si stia montando l'attacco manubrio), o a mollare, a seconda delle esigenze la vita del tappo della serie sterzo.
      Stringendola si andranno a "comprimere" i cuscinetti e quindi a serrare la serie sterzo, più la si stringe più sarà precisa, ma non si deve esagerare, in quanto essa, se stretta troppo, diventerà dura e “pastosa” (seguire i serraggi che sono indicati sull'attacco manubrio).

      Per capire quando è registrata bene, tenete premuto il freno anteriore, e spingere il manubrio avanti e indietro, appoggiando una mano nella parte inferiore del tubo sterzo del telaio, dove si trova il cuscinetto inferiore della serie sterzo, se non ci sono giochi va bene.

      Andate quindi a richiudere le viti laterali dell'attacco manubrio.

      Un consiglio per il serraggio del tappo serie sterzo, molte volte le coppie di serraggio non sono indicate o non si utilizza una chiave dinamometrica, per non rischiare di tirare troppo la vite basta utilizzare la chaive a brugola verticalmente alla vite, in posizione in piedi, stringendo in questa posizione solitemente è più che abbastanza.

      Un problema che può capitare se si va a serrare troppo lo stezo è oltre a quello di rovinare i cuscinetti della serie sterzo e quello di far salire il ragnetto nel canotto della forcella.

      Fresare il cerchio significa rendere ruvida la superficie frenante in modo tale da avere un maggiore grip con il pattino dell’impianto frenante.
      La tecnica più diffusa è quella che prevede l’utilizzo del flessibile con disco da taglio avente uno spessore di  1 o 1,2mm.

      Diversi tipi di fresatura si possono ottenere in base all’utilizzo di questo utensile, ad esempio, per ottenere una fresatura leggera si lavora mantenendo il flessibile angolato di 45° rispetto la spalla del cerchione, per ottenere invece un risultato più pesante la posizione consigliata del disco è quella perpendicolare alla superficie interessata (90° rispetto la spalla del cerchio).
      Un ultima tecnica viene utilizzata principalmente sui cerchioni da 20” per ottenere una fresatura estremamente pesante, è quella di tagliare il disco del flessibile in due punti paralleli in modo tale da  creare, in fase di lavorazione sul cerchio, dei solchi più profondi dovuti agli angoli del disco “squadrato”, ovviamente il risultato può variare in base alla pressione esercitata e dall’angolatura del disco.

      Il consiglio è quello di esercitarsi su dei cerchioni in alluminio di recupero prima di procedere al lavoro vero e proprio, ricordatevi anche di togliere il copertone e la camera d’aria al suo interno. Fissare bene la ruota e lavorare sempre in condizioni di sicurezza, obbligatorio l’uso degli occhiali protettivi.

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