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Martedì, 08 Giugno 2010 13:53

..aMbRo.. adrenaline life vol.1

Con questo video Ambro ci dà un "arrivederci" nel mondo del biketrial. Riassume un pò tutto quello che è stata la sua vita "adrenalinica" fino a ieri..

Già, oggi è partito per una nuova avventura e presto si farà vivo per darci qualche anticipazione..

Ciao Toro!

Buona fortuna..

Pubblicato in Video
Venerdì, 05 Marzo 2010 00:28

TMS evo3

Come promesso eccomi qua a recensire la bici top di gamma TMS, la EVO3. il test è diviso in due parti, la prima curata da mè per l'analisi del telaio (tutta la componentistica seguirà a breve), e la seconda a cura di Ambrogio chessa, campione italiano elite 26" e indiscusso pilota al TOP del livello italiano.



Il telaio è fatto in lega 7005-T6...una lega robustissima che permette lunghissime durate nel tempo e utilizzi di ogni tipo. Come potete vedere dai dettagli il telaio presenta parecchi blocchi CNC nei punti critici per migliorarne la tenuta/rubustezza e togliere peso.. Le saldature sono ben fatte e pulite. Pertendo dal tubo sterzo notiamo l'oramai consolidato sistema della foratura dello stesso che oltre a togliere peso aggiunge il tocco di classe per l'occhio di vedere girare all'interno il tubo forcella con il logo TMS. il tubo sterzo monta al suo interno la serie sterzo. Sistema utilizzato anche da Monty nelle sue bici di alta gamma. Consente una riduzione del peso sulla componente serie sterzo e ne aumenta la robustezza. Di conseguenza la forcella tMS che presenta un'altezza maggiore rispetto ad altre è ovviamente studiata in quanto la serie sterzo integrata non ha lo spessore esterno delle calotte variabilie da serie sterzo a serie sterzo, qua è fisso su un valore. Di contro la scelta è assai limitata, ma viene fornita di serie con il telaio e stiamo parlando di una serie sterzo con doppie guarnizioni per la tenuta contro polvere e acqua e lavora su cuscinetti industriali sigillati come potete vedere dalle foto.
Il telaio ha questa forma particolare che permettere di scricare i pesi in maniera ottimale, permette di avere spazio in zona tubo sterzo per le aggrappate, è molto basso verso la gomma consentendo al pilota di potersi abbassare senza ingombri. per la tubazione del freno posteriore sono previsti le classiche guide saldate al telaio dove applicare la clip o la più brutta fascetta per chi vuole bloccare completamente il tubo senza lascire possibilità di scorrere allo stesso. Gli attacchi magura distanziati a 100mm hanno i fori passanti, il che consente di utilizzare qualunque vite per il fissaggio dei clamp, specialmente per coloro che utilizzano chiudere il cilindro magura modificando il clamp per fissarlo senza l'anello di gomma, quindi la vite qualunque lunghezza abbia non crea problemi. Quindi come potete vedere gli attacchi per il magura sono interni al tubo su cui sono saldati. Per il magura è previsto un'archetto di rinforzo già integrato nel telaio per una frenata potente e precisa senza flessioni eccessive del telaio eliminando quella spugnosità nel freno classica dei telai malfatti. L'attacco disco per il freno posteriore è saldato a +20mm. ciò vuol dire che la misura minima di disco da montare sarà di 180mm. Il telaio arriva con già montato di serie il movimento centrale TMS da 140mm, unico nel suo genere come lunghezza dell'asse; 12mm in più del classico 128mm utilizzato comunemente. Arriviamo al pezzo più interessante, il sistema di forcellini, du cui TMS ne è sviluppatore e depositario del brevetto. Quick Tensioner Concept, è il nuovon concetto TMs per i forcellini. L'interasse per il mozzo posteriore è sempre 135mm come tutti i telai da 26" in circolazione, però presenta questi forcellini che consentono di montare la ruota con una precisione unica. Il montaggio della ruota è verticale, quindi non ci sarà alcun problema di centraggio ruota e relativo posizionamento della stessa rispetto ai pattini magura o al disco come avviene con tutte le bici di altre marche che utilizzano il vecchio sistema dei forcellini orizzontali con le chiocciole di regolazione. la ruota è montata verticale e regolata orizzontalmente tramite un grano che consente di portare la catena al tiraggio ottimale. i tendicatena sono poi fissati al telaio in due punti disassati. Sò che alcuni di voi penseranno che in ogni caso se uno sbaglia e regola male i tendicatena si ritroverà con la ruota storta da un lato. Bhè...sembra quasi stupido dirlo ma basta un minimo di accortezza e ciò non accadrà mai. stiamo comunque parlando di regolazioni millimetriche, non come le chicciole dei forcellini verticali che tra un solco e un'altro la ruota viene completamente disassata. Una volta che si è montata la ruota e portata con i tendicatena alla misura voluta si stringono bene le due viti di fissaggio al telaio del tendicatena; quando si vorrà ritarare la ruota basterà semplicemente allentare le due viti fare la regolazione del grano per la tensione catena/posizione ruota, verificare di aver allineato/regolato a pari misura su entrambi i lati e poi stringere le due viti. Niente più problemi che tra una tacca e un'altra delle chicciole si sposta troppo la ruota e con tutti i problemi che conosciamo.

E adesso due misure su questo telaio:

Lunghezza 1085mm
Carro 380mm
Altezza movimento centrale +45mm

Il peso del telaio viene dato a 2018Gr. Ma ATTENZIONE!!! Stiamo parlando di un telaio con montata la serie sterzo è il movimento centrale, quindi se togliamo 331gr del movimento cenmtrale e 85Gr della serie sterzo arriviamo a un peso di soli 1602Gr!!! Siamo a dei valori molto più che al TOP rispetto alle case più famose di telai che non hanno di certo i sistemi TMS sul forcellino, la possibilità del disco al posteriore e il materiale di costruzione come già detto è al top. Ricordiamoci che stiamo parlando di un telaio studiato e testato a lungo da piloti veri e esperti; un telaio che ha un lavoro di ingegnerizzazione non da poco e le persone che ci hanno lavorato possono vantarsi di avere un know how REALE che pochi possono dire di avere.

Bhè...la grafica giudicatela voi stessi, può piacere o non piacere...
Questa è la descrizione/analisi tecnica a cura di Claudio Corbetta. Adesso vi lascio alla lettura del test sul campo fatto da Ambrogio Chessa, TOP rider Itailano Elitè e Campione italiano di categoria 26".



Prima di ogni recensione su una bicicletta, soprattutto se si vuole accreditare se stessi, le proprie qualità e il valore della recensione stessa, è bene anche considerare lo storico di modelli e geometrie utilizzate precedentemente ma soprattutto le proprie capacità tecniche nonché "misure" personali; ogni recensione può essere soggettiva e fine a se stessi, spesso può sembrare anche di parte ma è bene tenere in considerazione proprio tutto.

Le mie caratteristiche: altezza 1,70 scarso, guida tecnica ma potenza esplosiva, rapido nei movimenti e pulito nei passaggi. Ovviamente tutto ciò nel test della bike, ricordando che è una TMS EVO 3 Long con i seguenti materiali:
-telaio/forca grigio satinato
-cerchio anteriore da 30mm e posteriore da 47: tutti e due SINGOLA PARETE(la posteriore trattata personalmente)
-flap carta adesiva TMS ultra light
-raggi ultra light(sfinati 1,8/1,6/1,8) e nipples ergal
-stem 120mm X 30° e manubrio carbonio plat 670mm
-gomma anteriore Kenda Karma 2.0
-gomma posteriore Kenda Nevegal 2,35 DTC
-camere d'aria scarsa qualità (peso 220gr cad.!!!)
-catena kmc 810gold + una mezza maglia
-pedivelle 175
-pedali piattaforma asse in titanio
-viteria in titanio
-pattini Coust Originali
-ruota libera TMS
-freni Full HS Magura con acqua distillata interna


Insomma il peso abbastanza ridotto in generale ma non tirata al limite.
Le geonmetrie precedentemente provate in altre bici mi hanno fatto già testare telaio molto lunghi per uno come me(esempio koxx V2) ma anche molto corte (esempio monty 231); negli ultimi 3 anni ho provato 6 telai diverse, tutti i manubri in circolazione e lunghezze stem, tipologie di catene e ruote libere, diverse tipologie di cerchio ma anche 4/5 treni di gomme differenti.

Vorrei iniziare a parlare sicuramente dei cerchi; a differenza di quanto si pensi, nonostante la piccola dimensione dell'anteriore (quasi un cm sotto la media), il suo spessore ne determina una robustezza senza precedenti o simili. Non nascondo di aver provato a sbatterlo anche contro gli spigoli come crash test e se qualcuno riuscirà a piegare la spalla assicuro la cena pagata! Resistenza massima della mescola del cerchio, quindi dell'alluminio usato che è il più robusto in circolazione sicuramente. Tutte le spalle dei cerchi che ho usato sono sempre andate a male in qualche modo, soprattutto con botte in passaggi estremi o altro: questi per adesso NIENTE! La risposta del pattino risulta essere perfetta, chiaramente se trattato bene: fresatura leggera, pattino coustellier e freni con acqua invece di olio. La fresatura in questo modo è consigliata da ripetersi non più di una volta al mese anche per chi utilizza la bike più volte a settimana. Chiaramente sono sconsigliate frenate lunghe con pattini duri. Proprio questi, che ripeto ancora utilizzo i coust originali, dureranno una vita e saranno perfetti in ogni condizione climatica; consiglio però anche i TMS che se utilizzati bene risulteranno ancora più alla portata di tutti vista la mescola più morbida(si consumano di più). dario Iacoponi li ha montati avanti e dietro a novembre e non è neanche a metà, fresatura ritoccata da me 2 volte!

Coperture: di serie monta TMS le Maxxis High Roller Light Sply, gomma pieghevole molto leggera soprattutto per il posteriore che pesa 830gr ma rispetto alle altre gomme famose, che confermo essere una perfetta inc.....ta, tengono perfettamente, resistono a urti molto forti, non stallonano e permettono di essere utilizzate leggermente più sgonfie a parità di prestazioni e sicurezza a forature. Inoltre è da 2,5 pollici, per avere le solite prestazioni di peso bisogna avere coperture da 2,2/2,4. Sull'anteriore prima di andare sulla Kenda ho testato anche la famosa gomma più leggera al mondo ovvero la Maxxis Maxxlite da 285gr e 2 pollici; ottima dove c'è grip, scarseggia sul bagnato o contropendenze lisce ma a peso non ha eguali, peccato per il prezzo: 169euro. Anche la resistenza non è male, ma è il caso di dire che per 100gr se non sono necessari è bene andare sul sicuro. Per risparmiarne quindi 200 dalla gomma di serie anteriore della EVO3 ho scelto la Kenda Karma da 2 pollici, insieme alla Nevegal posteriore che in generale mi hanno fatto risparmiare quasi 500gr in tutto rispetto alle gomme di serie, che ripeto essere comunque molto leggere. Adesso ho un'affidabilità buona alle forature e un peso tolto con le sole gomme soddisfacente. Ricordo la pressione che utilizzo io: 1,9 posteriore ed anteriore, molto alta.

Forca: molto robusta ma anche leggera, senza considerare la predisposizione di serie sia di attacco disk che hs; non ha sistema di ritaggio con il ragno ma è filettata e chiusa con una vite che stringe in automatico lo stem. Questo per permettere di far passare il filo del freno anteriore internamente ed eseguire il tail whip street style! In generale la forca per la sua sezione è molto rigida e grazie anche alla rigidità della serie sterzo permette di eseguire puntate senza far soffrire la forca stessa ed avendo la rigidità massima.
Telaio: proseguendo con il discorso puntate e altro, la caratteristica del telaio è la fortissima rigidità. Un nuovo concetto di angolatura permette di puntare in maniera mille volte semplificata, nei laterali spinge molto meglio grazie alla geometria che porta a spingere e scaricare nei punti predisposti e rigidi. La compattezza fa si che la bici esegue al top il movimento per cui è guidata, è reattiva e studiata per sentirla al meglio durante i movimenti. Il movimento centrale è bello alto, va tra i 45 e 50mm sopra la linea d'asse dei mozzi; l'interasse invece sta sotto il 1090 con la catena tirata dopo poche uscite. Una geometria performante ma anche non soggettiva ed estrema come tendono a fare certe case; la si può portare a movimenti estremi ma anche per chi si avvicina alla categoria 26" è ottima. in più c'è la possibilità di avere il telaio short con geometrie ancora più semplici per chi si avvicina al trial in generale. Cambiando invece le patte dei tendi catena e mettendo quelle più piccole c'è la possibilità di montare ruote da 24"; in questo caso c'è la possibilità di usare la bike solo in modalità full disk. Il telaio è possibile averlo bianco o grigio ma anche scegliere se con o senza l'attacco disk posteriore. La articolarità migliore in ogni caso è proprio il sistema di tiraggio della catena. Forcellini verticali con scorrimento orizzontale: tutti mi hanno sempre chiesto la precisione di questo sistema che, provare per credere, è infallibile. Anche con l'usura e il tempo il sistema rimane di una precisione unica e la ruota anche smontandola torna poi nella solita posizione. Inoltre non c'è possibilità di spanare telaio o altro; in caso di scorretto utilizzo delle viti, strette male o spanate, la filettatura per stringere le patte a scorrimento orizzontale sono di un'apposita sede in alluminio intercambiabile. Io ad esempio le ho fatte fare su misura in titanio! Riguardo al bash invece hanno progettato lo stesso mettendolo interno al movimento centrale, che lo tiene fermo stringendolo a priori; grazie inoltre alla lunghezza unica del movimento centrale stesso, 140mm, non si rischia neanche di lavorare male con le caviglie o di strusciare sui pistoncini dei freni.
Personalmente trovo la bicicletta in generale molto particolare; la tipologia di telaio la porta ad essere molto unica nel suo genere, credo per via della rigidità che ne determina l'utilizzo e la precisione per i passaggi. Le varie lunghezze dei componenti sono soggettive; io ho scelto uno stem corto e le pedivelle classiche da 175mm mentre per il manubrio consiglio VIVAMENTE il plat. Chiaramente il mercato va verso la moda, ma guardando l'impugnatura, facendo delle prove e sentendo quello che dice IL PROPRIO di istinto, ci si rende conto della qualità di un manubrio in generale. Ho utilizzato per anni il relevè anche sulla 26", con stem corto, e considerando che forse solo alcuni sono utilizzabili decentemente credo che la soluzione del plat sia validissima. La lunghezza è da ritenere soggettiva anche se più lungo è un manubrio e minore è la potenza che ci si può caricare....!!! In ogni caso a priori basta guardare il terminale dell'impugnatura e si può decifrare a cosa porta e come deve essere utilizzato.

Pubblicato in Bike
Venerdì, 22 Gennaio 2010 13:37

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